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Vent'anni

di Arturo Parisi
www.arturoparisi.it


A venti anni dalla caduta del Muro di Berlino, con la elezione di Pierluigi Bersani alla guida del Pd e la ricomposizione unitaria della dirigenza del partito attorno alla sua segreteria, si conclude una fase di ridefinizione del nostro sistema politico.

Anche se il contesto istituzionale e sociale e' ancora lontano da una stabile definizione, ritengo che la presenza del Partito democratico sulla scena politica sia ormai un dato stabile con il quale tutti dovranno fare stabilmente i conti.

Cosa sia il Pd e' una domanda che non ha ancora ricevuto una compiuta risposta. In particolare non sappiamo se esso possa essere considerato veramente un partito nuovo, o invece un nome nuovo per la continuazione e combinazione di storie passate. E neppure sappiamo come l'eventuale ritorno alla legge elettorale proporzionale sostenuta da una parte qualificata del partito influira' sulla rappresentanza e sulla rappresentazione e quindi sulla natura e sulla azione del Pd.

E' tuttavia indiscutibile che, dopo un percorso al quale gli ulivisti hanno partecipato da protagonisti, il Pd si trova oggi ad incorporare nel simbolo e nel nome il progetto che ha guidato i nostri passi lungo il ventennio che oggi si conclude: i quasi sedici anni che ci separano dal 2 febbraio del 1995 quando per la prima volta irruppe sulla scena politica il segno dell'Ulivo, e, prima ancora, ad immediato ridosso dalla caduta del Muro, gli anni della battaglia referendaria per le riforme istituzionali.

Il successo, per la terza volta, delle primarie, un altro istituto imposto nella politica italiana dalla nostra battaglia, documenta inoltre l'esistenza di una consistente domanda che al Pd stabilmente si rivolge. Come dicemmo la sera delle primarie, i 3 milioni di cittadini, che, dalla Lombardia alla Campania, dalla Puglia al Lazio, si sono recati ai seggi hanno dato la misura della quantita' della domanda, non quella della qualita' della risposta, il segno rinnovato di una attesa, non la condivisione di una pretesa.

Resta comunque difficilmente discutibile che la elezione del Segretario del Pd, a conclusione delle prime primarie realmente competitive, metta fine ad una fase.
Per molti questo e' l'approdo cercato, per altri l'approdo possibile, per alcuni la realizzazione dell'Ulivo per altri il suo fallimento.

Dentro questa vicenda gli ulivisti hanno partecipato da protagonisti, mescolandosi ogni volta tra gli altri e investendo la loro liberta' a partire dal giudizio sul presente e dalla scommessa sul futuro, mai come semplice riproduzione del passato.
Dopo venti anni ci troviamo su questo traguardo, accomunati dal ricordo delle battaglie passate, di quelle perse non meno che di quelle vinte, non accomunati invece dal giudizio su che fare nel futuro. Non pochi sono quelli che si sono separati dallo stesso partito ritenendo vana ogni scommessa. Alcuni pensano di aver vinto la propria scommessa, altri sanno di averla persa, altri infine l'hanno persa e non lo sanno.

Una fase, ripeto, si e' comunque conclusa. Sia che il Pd sancisca il compimento, sia che il Pd decreti il fallimento del progetto dell'Ulivo, la continuazione di ogni azione distinta di ulivisti in quanto ulivisti finirebbe per essere praticata e letta con gli occhi della nostalgia. Questo si' sarebbe un fallimento. La nostalgia e' infatti il sentimento di certo piu' incompatibile con un progetto come il nostro che e' stato pensato da sempre al futuro.

Se l'azione degli ulivisti e' superata, superata e' percio' la funzione che questo sito ha finora svolto in riferimento alla quotidianita' della politica.

Se il tempo dell'Ulivo come annuncio e' concluso e superata una azione distinta degli ulivisti, resta tuttavia che una stagione che si e' chiamata Ulivo e' esistita, una stagione nella quale sono esistiti gli ulivisti.

Sarebbe un peccato che di questa stagione si perdesse memoria: una grave mancanza verso chi in questi anni per questo progetto si e' speso, ma soprattutto la perdita di un riferimento per valutare e indirizzare la azione presente.

Per questo motivo, penso che Ulivisti.it, potrebbe dare un suo ulteriore contributo se si mettesse al servizio di questo obiettivo dismettendo la funzione finora svolta. Riconvertito come archivio, esso potrebbe custodire la memoria, dei fatti, delle idee, delle azioni che hanno riempito e animato quelli che sono stati gli anni dell'Ulivo, gli anni degli ulivisti.


Arturo Parisi
11 novembre 2009

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